Canone concordato a Milano: guida completa per proprietari

Il canone concordato a Milano è una formula di locazione in cui il canone viene calcolato secondo l’Accordo Locale di Milano, invece che definito liberamente tra proprietario e inquilino.

Può essere interessante perché, nei casi previsti, consente di accedere a vantaggi fiscali come cedolare secca agevolata al 10%, riduzione IMU del 25% e benefici anche in regime ordinario IRPEF.

La convenienza, però, non va valutata solo sul canone mensile, ma sul risultato netto finale: canone applicabile, fiscalità, IMU, documentazione, asseverazione e obiettivo del proprietario.

Cos’è il canone concordato

Il canone concordato è un contratto di locazione abitativa in cui il canone viene determinato secondo criteri territoriali definiti da accordi sottoscritti dalle associazioni della proprietà edilizia e degli inquilini.

A Milano il riferimento principale è l’Accordo Locale di Milano, che stabilisce parametri, zone, fasce e criteri di calcolo.

A differenza del canone libero, il proprietario non decide l’importo solo in base al mercato. Il canone deve rispettare regole precise. In cambio, nei casi previsti, il contratto può consentire vantaggi fiscali e maggiore stabilità locativa.

In breve: il canone concordato può prevedere un canone lordo inferiore rispetto al libero mercato, ma può risultare interessante sul netto grazie a fiscalità agevolata, riduzione IMU e maggiore stabilità.

Da dove nasce il canone concordato

Il canone concordato nasce per creare un equilibrio tra proprietari e inquilini: da un lato un canone regolato da parametri territoriali, dall’altro benefici fiscali e maggiore stabilità per chi affitta correttamente.

La disciplina si collega alla normativa sulle locazioni abitative e agli accordi territoriali, che traducono le regole generali in parametri concreti per ciascun territorio.

Per questo, a Milano, non basta conoscere il concetto generale di canone concordato: bisogna applicare correttamente l’Accordo Locale di Milano, verificando zona, caratteristiche dell’immobile, tipologia di contratto e documentazione.

Accordo Locale di Milano: perché è il riferimento principale

L’Accordo Locale di Milano stabilisce i criteri per calcolare il canone concordato degli immobili situati nel Comune di Milano. È il documento che definisce zone, fasce di canone, caratteristiche dell’immobile, correttivi e tipologie contrattuali ammesse.

Per il proprietario, questo significa che il canone concordato non può essere stimato “a occhio”. Servono dati concreti sull’immobile e una lettura corretta dei parametri applicabili.

Da verificare nel calcolo

  • Zone e fasce di riferimento
  • Superficie
  • Caratteristiche dell’immobile
  • Arredo e dotazioni
  • Pertinenze
  • Tipologia contrattuale
  • Collegamento con asseverazione

Accordo Locale di Milano e allegati ufficiali del 2023

Qui puoi consultare l’Accordo Locale di Milano luglio 2023, con integrazione di settembre 2023, e i relativi allegati: mappa delle zone, tabella valori, contratti tipo locali e modello di richiesta/attestazione.

Documento A cosa serve Link
Accordo Locale Milano luglio 2023 con integrazione settembre 2023 Documento principale dell’Accordo Locale di Milano Visualizza PDF
Allegato 1 – Mappa zone canone concordato Milano 2023 Individua le 5 zone urbane omogenee del Comune di Milano Visualizza PDF
Allegato 2 – Tabella valori canoni per zona omogenea Riporta valori minimi e massimi €/mq e valori forfettari per stanza Visualizza PDF
Allegato 3 – Contratto tipo locale 3+2 Milano Modello locale per locazione abitativa agevolata Visualizza PDF
Allegato 4 – Contratto tipo locale transitorio Milano Modello locale per locazione abitativa transitoria Visualizza PDF
Allegato 5 – Contratto tipo locale studenti universitari Milano Modello locale per locazione studenti universitari Visualizza PDF
Allegato 6 – Richiesta attestazione bilaterale Modello per richiesta e attestazione di rispondenza Visualizza PDF
Stradario Accordo Locale Milano 2023 Individuazione della zona urbana omogenea per via e numero civico Visualizza PDF

Quali contratti si possono fare a canone concordato a Milano

Contratto 3+2

È la formula ordinaria più conosciuta del canone concordato. Ha durata iniziale di tre anni, con rinnovo di due anni, salvo i casi previsti dalla normativa. È adatto alle locazioni abitative stabili.

Contratti 4+2, 5+2 o 6+2

Oltre al 3+2, possono essere valutate durate concordate più lunghe, come 4+2, 5+2 o 6+2, quando compatibili con l’Accordo Locale di Milano e con l’impostazione del contratto.

Contratto per studenti universitari

È pensato per studenti fuori sede iscritti a università, master o percorsi compatibili. A Milano è particolarmente rilevante per immobili vicini a università, poli formativi o zone ben collegate.

Contratto transitorio

È un contratto di durata limitata, legato a esigenze temporanee documentate del proprietario o dell’inquilino. Va impostato con attenzione perché la transitorietà deve essere reale, coerente e documentabile.

Come si calcola il canone concordato a Milano

Il calcolo del canone concordato a Milano segue i criteri dell’Accordo Locale di Milano. In generale, il percorso parte dalla zona dell’immobile, passa per la fascia di riferimento e considera le caratteristiche concrete dell’abitazione.

Passaggi principali

  1. Individuazione della zona.
  2. Scelta della fascia.
  3. Verifica della superficie.
  4. Analisi delle caratteristiche dell’immobile.
  5. Applicazione di eventuali correttivi.
  6. Scelta della tipologia contrattuale.
  7. Definizione del canone annuo e mensile.

Il risultato non è una media di mercato. È un canone costruito secondo parametri territoriali, documentali e contrattuali.

Quali dati servono per calcolare il canone concordato

Per calcolare correttamente il canone concordato a Milano servono informazioni precise sull’immobile e alcuni documenti tecnici.

In fase di verifica ti verranno richiesti dati come ubicazione, piano, indicazione se l’immobile viene locato interamente o in porzione, livello di arredo ed eventuali peculiarità dell’abitazione.

Servono inoltre la visura catastale e l’APE in corso di validità. Se viene affittata solo una porzione dell’immobile, può essere richiesta anche una planimetria in scala con le stanze ad uso esclusivo e le aree comuni evidenziate.

In sintesi, possono essere richiesti

  • Ubicazione dell’immobile
  • Piano
  • Immobile intero o porzione
  • Arredato, parzialmente arredato o non arredato
  • Peculiarità dell’immobile
  • Visura catastale
  • APE in corso di validità
  • Planimetria, se si affitta una porzione
  • Caratteristiche e dotazioni utili al calcolo

Perché questi dati contano

Il canone concordato non si calcola su una stima generica. I dati dell’immobile servono per applicare correttamente l’Accordo Locale di Milano, individuare zona, fascia, caratteristiche rilevanti e verificare la coerenza del successivo percorso di contratto e asseverazione.

Esempio di calcolo del canone concordato a Milano

Vediamo come si sviluppa, a titolo orientativo, il calcolo del canone concordato per un bilocale situato a Milano.

Immobile simulato

Zona
Zona 1
Tipologia
Bilocale
Superficie catastale
55 m²
Piano
Secondo piano con ascensore
Arredo
Completo
Dotazioni
Balcone, cantina e videocitofono
Classe energetica
A
Stato
Ristrutturato negli ultimi cinque anni
Contratto
3+2

Risultato orientativo

Circa 1.634 €/mese

Valore massimo della fascia applicabile e correttivo massimo previsto per l’arredo completo.

Come si arriva a questo risultato?

1Individuazione della zona

La zona viene individuata attraverso la mappa e lo stradario dell’Accordo Locale di Milano. Nella simulazione assumiamo che l’immobile si trovi in Zona 1.

La zona è importante perché determina i valori di partenza utilizzabili per il calcolo del canone.

2Individuazione della fascia di canone

La fascia dipende dalle caratteristiche dell’abitazione, come impianti, ascensore, stato di manutenzione, infissi e vicinanza ai mezzi pubblici.

Nell’esempio sono presenti gli elementi essenziali richiesti, l’ascensore e almeno tre caratteristiche qualificanti: buono stato manutentivo, doppi vetri e vicinanza al trasporto pubblico.

L’immobile viene quindi collocato nella sub-fascia 3 della Zona 1, con valori compresi tra 241 e 310 €/m² annui.

3Calcolo in base alla superficie

Per il calcolo si utilizza la superficie catastale, pari nell’esempio a 55 m².

Valore minimo:
55 m² × 241 €/m² = 13.255 € annui
13.255 € ÷ 12 = 1.104,58 € mensili

Valore massimo:
55 m² × 310 €/m² = 17.050 € annui
17.050 € ÷ 12 = 1.420,83 € mensili

Il canone mensile di base è quindi compreso tra 1.104,58 e 1.420,83 euro.

Non si applica la maggiorazione prevista per gli immobili di dimensioni ridotte, perché la superficie supera i 50 m².

4Valutazione di dotazioni, pertinenze e stato

Nell’esempio sono presenti almeno cinque caratteristiche aggiuntive previste dall’Accordo Locale:

  • balcone;
  • cantina locata insieme all’abitazione;
  • videocitofono;
  • classe energetica A;
  • ristrutturazione documentata negli ultimi cinque anni.

La presenza di almeno cinque caratteristiche consente di utilizzare il valore massimo della sub-fascia, pari nell’esempio a 310 €/m² annui.

Queste caratteristiche non rappresentano cinque aumenti separati: servono a motivare la scelta del limite massimo dell’intervallo.

5Applicazione del correttivo per l’arredo

Poiché l’alloggio è completamente arredato, con mobili efficienti ed elettrodomestici funzionanti, nella simulazione viene applicato l’incremento massimo del 15%.

17.050 € × 1,15 = 19.607,50 € annui

Non vengono applicati altri correttivi, perché il contratto è un 3+2 e la superficie catastale è superiore a 50 m².

6Determinazione del canone mensile

Il canone annuo risultante viene diviso per dodici mensilità:

19.607,50 € ÷ 12 = 1.633,96 € mensili

Arrotondando, il canone risultante dalla simulazione è quindi pari a circa 1.634 euro al mese.

Vuoi conoscere il canone applicabile al tuo immobile?

Verifichiamo zona, fascia, superficie, caratteristiche e correttivi previsti dall’Accordo Locale di Milano.

Cedolare secca, IMU e regime ordinario: quali agevolazioni sono previste

Cedolare secca al 10%

Nei casi previsti, il contratto a canone concordato può consentire al proprietario di applicare la cedolare secca agevolata al 10%, invece dell’aliquota ordinaria al 21%.

La cedolare secca è un regime opzionale: va scelta correttamente e richiede un contratto coerente con l’Accordo Locale di Milano. Quando scelta, sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo sul contratto.

Riduzione IMU del 25%

Per gli immobili locati a canone concordato, nei casi previsti, è possibile beneficiare della riduzione IMU del 25%. In pratica, il proprietario paga il 75% dell’IMU ordinaria dovuta sull’immobile.

Se non si sceglie la cedolare secca: regime ordinario

In regime ordinario, per i contratti a canone concordato, il reddito imponibile IRPEF beneficia di una riduzione aggiuntiva del 30% e la base imponibile dell’imposta di registro è calcolata sul 70% del canone.

Asseverazione del canone concordato a Milano

L’asseverazione, o attestazione di rispondenza, verifica che il contratto sia coerente con l’Accordo Locale di Milano. Serve a controllare che canone, tipologia contrattuale e contenuti siano impostati correttamente.

Per i contratti non assistiti, l’attestazione è generalmente necessaria per accedere alle agevolazioni fiscali collegate al canone concordato.

Nel percorso proposto, l’asseverazione viene gestita tramite Tutela Immobili – UPPI Ufficio Provinciale di Milano. UPPI è firmataria dell’Accordo Locale di Milano: questo rafforza l’autenticità e la solidità del percorso.

Cosa si rischia se il canone non è conforme o non è asseverato?

Se il canone non è conforme all’Accordo Locale di Milano o il contratto non è correttamente asseverato, il rischio principale è la contestazione delle agevolazioni fiscali applicate.

Questo può riguardare cedolare secca agevolata, IMU ridotta o altri benefici collegati. Inoltre, un contratto incoerente può creare problemi in caso di controlli, contestazioni tra le parti o rinnovi.

Errori da evitare con il canone concordato a Milano

  • Valutare solo il canone mensile.
  • Non confrontare canone libero e canone concordato.
  • Usare dati catastali incompleti.
  • Non considerare APE, arredo e pertinenze.
  • Non preparare la planimetria se si affitta una porzione.
  • Scegliere la tipologia contrattuale sbagliata.
  • Saltare l’asseverazione.
  • Non verificare il risultato netto.
  • Confondere cedolare secca e regime ordinario.
  • Dare per scontata la convenienza senza simulazione.
Il canone concordato può essere una soluzione molto interessante, ma funziona solo se il percorso è impostato correttamente: calcolo, contratto, documentazione, regime fiscale e asseverazione devono essere coerenti tra loro.

Approfondimenti, aggiornamenti e casi pratici

Questa sezione raccoglie chiarimenti, aggiornamenti e casi particolari legati al canone concordato a Milano. Non è un blog tradizionale, ma uno spazio di approfondimento collegato alla guida principale.

Il canone concordato a Milano può presentare casi particolari che non si risolvono con una risposta standard. Per questo abbiamo raccolto approfondimenti specifici su contratti già registrati, passaggi dal canone libero, studenti, stanze, società pagatrici, proroghe, subentri e regime fiscale.

Cedolare secca al 10%

La cedolare secca al 10% può applicarsi ai contratti a canone concordato nei casi previsti dalla normativa, quando l’immobile è situato in un Comune ammesso all’agevolazione...

A Milano il riferimento operativo è l’Accordo Locale 2023, quindi non basta indicare un canone “calmierato”: servono calcolo corretto, contratto coerente, registrazione corretta e attestazione quando necessaria. La cedolare sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo, ma comporta anche la rinuncia agli aggiornamenti del canone, incluso l’ISTAT, finché l’opzione resta efficace.

Canone concordato senza cedolare secca

Il canone concordato può essere utilizzato anche senza scegliere la cedolare secca. In questo caso il proprietario resta nel regime ordinario IRPEF...

Il canone concorre al reddito complessivo, ma il vantaggio non è uno “sconto sull’IRPEF”; è una riduzione del reddito/canone imponibile nei casi previsti. Inoltre, per i contratti a canone concordato in Comuni ad elevata tensione abitativa, l’imposta di registro si calcola su una base imponibile ridotta del 30%, cioè sul 70% del canone rilevante. Questa soluzione può essere interessante se il proprietario ha detrazioni, deduzioni, incapienza o una situazione fiscale in cui il regime ordinario risulta più conveniente della cedolare.

Contratti 4+2, 5+2 e 6+2

Il 3+2 è la formula più conosciuta del canone concordato, ma l’Accordo Locale di Milano consente di valutare anche durate superiori alla minima triennale...

Il punto non è solo contrattuale: la maggiore durata può incidere anche sui limiti della fascia di canone, con aumenti previsti dall’accordo per durate di 4, 5, 6 o più anni. Per questo un 4+2, 5+2 o 6+2 può essere utile quando il proprietario cerca più stabilità, ma va calcolato correttamente e non scelto solo per imitare il contratto libero 4+4.

Passare da canone libero a canone concordato

Passare da un canone libero a un canone concordato non significa semplicemente abbassare il canone o cambiare una clausola...

Bisogna verificare se il contratto in essere può essere modificato, se conviene risolverlo e stipularne uno nuovo, quali sono le scadenze, quale canone risulta dall’Accordo Locale di Milano e quale regime fiscale produce il miglior risultato netto. Il confronto corretto non è tra canone mensile libero e canone mensile concordato, ma tra redditività netta, IMU, fiscalità, stabilità dell’inquilino e rischio di contestazioni.

Contratto già registrato e tassazione agevolata

Se un contratto è già stato registrato, le agevolazioni del canone concordato non diventano automatiche solo perché il canone è basso o perché le parti lo definiscono “concordato”...

Occorre verificare se il contratto usa il modello corretto, se il canone è stato calcolato secondo l’Accordo Locale, se l’opzione fiscale è stata esercitata correttamente e se l’attestazione di rispondenza è presente quando necessaria. A seconda del caso può essere più prudente valutare una rettifica, una risoluzione o un nuovo contratto impostato correttamente.

Proroga, subentro e nuova attestazione

Proroga, subentro e modifiche contrattuali possono rendere opportuno un nuovo controllo di conformità...

Se cambiano conduttore, durata, canone, porzione locata, intestazione del contratto o altri elementi essenziali, l’attestazione precedente potrebbe non descrivere più correttamente il rapporto aggiornato. Il punto pratico è evitare che, in caso di controllo, le agevolazioni fiscali siano applicate a un contratto diverso da quello effettivamente attestato.

Studenti e stanze a Milano

Per studenti e stanze a Milano bisogna distinguere tra locazione dell’intero immobile, locazione di singole camere e locazione parziale...

L’Accordo Locale prevede che il canone delle porzioni sia determinato considerando anche le parti comuni e stabilisce che, salvo specifiche eccezioni, la somma dei canoni delle singole stanze non possa superare il canone dell’intera unità. Questo rende indispensabili planimetria, corretta descrizione degli spazi esclusivi e comuni, e scelta del modello contrattuale adatto.

Studente non ancora iscritto all’università

Il contratto per studenti richiede una condizione documentabile: il D.M. 16 gennaio 2017 fa riferimento a conduttori iscritti a corsi di laurea o formazione post laurea...

Se l’iscrizione non è ancora perfezionata, non conviene trattare il contratto studenti come una soluzione automatica. Prima di stipulare bisogna verificare documenti disponibili, tempi di iscrizione, residenza dello studente e alternativa contrattuale più coerente, per esempio un transitorio se esiste una reale esigenza temporanea.

Master, borse di studio e corsi di specializzazione

Master, dottorati, specializzazioni e percorsi post laurea possono rientrare nel perimetro del contratto studenti, ma non basta una definizione generica del percorso...

Il D.M. 16 gennaio 2017 richiama espressamente corsi di laurea e formazione post laurea, inclusi master, dottorati, specializzazioni e perfezionamenti, ma serve documentazione coerente e va verificato il rapporto con il Comune di residenza dello studente. Se la permanenza è temporanea ma il percorso non rientra chiaramente nel contratto studenti, può essere più prudente valutare un contratto transitorio.

Società che paga il canone

Quando una società paga il canone, il primo controllo non è fiscale ma contrattuale: bisogna capire chi è il vero conduttore, chi abita l’immobile e quale ruolo ha la società...

Una società può essere semplice soggetto pagatore, datore di lavoro, garante, intermediario o conduttore intestatario del contratto. Questa distinzione incide su registrazione, clausole, responsabilità contrattuali e valutazione fiscale; confondere “chi paga” con “chi è conduttore” è uno degli errori più rischiosi.

Cedolare secca se paga una società

La cedolare secca con presenza di una società è una casistica da trattare con particolare cautela...

La posizione dell’Agenzia delle Entrate è restrittiva per i contratti conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di impresa o lavoro autonomo, mentre alcune pronunce della Cassazione hanno sostenuto un’interpretazione più favorevole al locatore quando l’immobile resta destinato a uso abitativo. Per questo nella pagina madre è meglio non promettere l’applicazione della cedolare: bisogna verificare intestazione del contratto, uso abitativo, ruolo della società e rischio fiscale.

Revoca cedolare e aggiornamento ISTAT

Quando il proprietario sceglie la cedolare secca, rinuncia agli aggiornamenti del canone, compreso l’adeguamento ISTAT, per il periodo in cui l’opzione è efficace...

L’Accordo Locale di Milano prevede che il canone possa essere aggiornato annualmente fino al 75% della variazione ISTAT, ma precisa che le variazioni non si applicano finché è attiva la cedolare. Se la cedolare viene revocata, l’aggiornamento può tornare rilevante, ma va verificata la decorrenza e non va applicato in modo retroattivo automatico.

Accordo Locale di Milano

L’Accordo Locale di Milano è il documento principale per calcolare il canone concordato degli immobili abitativi situati nel Comune di Milano...

Il riferimento attuale è l’Accordo Locale 2023, sottoscritto il 27 luglio 2023 e coordinato con le integrazioni del 20 settembre 2023, in attuazione della Legge 431/1998 e del D.M. 16 gennaio 2017. L’accordo definisce zone urbane omogenee, fasce, criteri di calcolo, correttivi, contratti tipo, regole per studenti, transitori, stanze e attestazione: per questo il canone non va stimato “a mercato”, ma calcolato sull’immobile concreto.

Asseverazione UPPI Milano

UPPI è l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari ed è una delle organizzazioni della proprietà edilizia firmatarie dell’Accordo Locale di Milano...

L’asseverazione, o attestazione di rispondenza, serve a confermare che contenuto economico e normativo del contratto siano coerenti con l’accordo territoriale: quindi non verifica solo il numero finale del canone, ma anche modello contrattuale, clausole e presupposti dell’agevolazione. Il valore aggiunto di un percorso tramite un soggetto firmatario come UPPI Milano è la solidità della verifica, ma per i contratti non assistiti l’Accordo Locale richiede il rilascio congiunto da parte di un’organizzazione della proprietà e di una dei conduttori firmatarie.

Servizi

Tre percorsi per gestire il canone concordato

Scegli il livello di supporto più adatto al tuo immobile e al tuo modo di gestire la locazione.

Per chi ha già l’inquilino

Affitto Concordato

Per il proprietario che vuole impostare correttamente canone, contratto e asseverazione, mantenendo autonoma la gestione dell’inquilino e dell’immobile.

Per chi cerca anche l'inquilino

Affitto Pronto

Per il proprietario che vuole arrivare alla locazione con un supporto operativo: dalla verifica iniziale alla ricerca dell’inquilino, fino all’avvio del contratto.

Zero gestione dell’inquilino

Rendita Gestita

Per il proprietario che vuole ridurre il carico operativo nel tempo, con supporto su gestione ordinaria, scadenze, pagamenti e criticità successive alla firma.

Vuoi capire se il canone concordato conviene per il tuo immobile a Milano?

Ogni immobile va valutato in modo specifico. Possiamo verificare canone applicabile, confronto con il canone libero, regime fiscale, documentazione e percorso di asseverazione.

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